Accordo provvisorio sulle nuove norme dell’UE per proteggere meglio gli informatori (Whistleblowers). I fondatori di WhistleB vedono questo come un avallo.

nuove norme dell'UE per proteggere meglio gli informatori

Il 12 marzo a Strasburgo, la Commissione europea, il Parlamento europeo e gli Stati membri hanno raggiunto un accordo su nuove norme che proteggeranno gli informatori che segnalano violazioni al diritto dell’UE. I fondatori di WhistleB Gunilla Hadders e Karin Henriksson considerano questa decisione come una conferma di tutto ciò per cui l’azienda ha lavorato sin dal suo inizio nel 2011.

“Sin dall’inizio, abbiamo visto la nostra azienda come fornitore europeo di servizi di segnalazione. Ciò significa che ci assicuriamo sempre che il servizio sia costantemente aggiornato in base alle ultime tendenze in materia di sicurezza dei dati. Senza il livello molto severo di sicurezza dei dati, è impossibile creare fiducia nel servizio di segnalazione, e questo comporta che i nostri clienti non ricevano i rapporti di segnalazione che sono così preziosi per loro. Le informazioni sensibili che arrivano tramite un canale di segnalazione devono essere assolutamente protette”, afferma Gunilla Hadders.

Un comunicato stampa della Commissione europea afferma quanto segue:

“Le nuove norme dell’UE per proteggere meglio gli informatori riguardano una vasta gamma di settori del diritto dell’UE, dalla lotta al riciclaggio alla tassazione delle società, dalla protezione dei dati alla tutela degli interessi finanziari dell’Unione, dalla sicurezza degli alimenti e dei prodotti alla protezione dell’ambiente e alla sicurezza nucleare. Gli Stati membri hanno inoltre facoltà di estenderle ad altri settori. La Commissione incoraggia gli Stati membri a istituire quadri globali per la protezione degli informatori basati sugli stessi principi.

  • Procedure di segnalazione e obblighi chiari per i datori di lavoro: nuove norme dell’UE per proteggere meglio gli informatori creeranno un sistema di canali di comunicazione sicuri che permetterà di effettuare segnalazioni sia all’interno di un’organizzazione che all’esterno, rivolgendosi in tal caso ad un’autorità pubblica.
  • Canali di comunicazione sicuri: gli informatori sono incoraggiati a utilizzare dapprima procedure di segnalazione interne, se la violazione che intendono rivelare può essere risolta efficacemente all’interno della loro organizzazione e purché non rischino ritorsioni. Se lo ritengono opportuno, secondo le circostanze, possono però rivolgersi direttamente alle autorità competenti. Inoltre, se non sono prese misure adeguate dopo la segnalazione alle autorità, o in caso di imminente o palese pericolo per il pubblico interesse, o qualora sia inutile segnalare il reato alle autorità, ad esempio in caso di collusione tra queste ultime e l’autore della violazione, è possibile divulgare le informazioni in questione, anche ai media. Questa regola proteggerà gli informatori che fungono da fonte per i giornalisti d’inchiesta.
  • Prevenzione delle ritorsioni e protezione efficace: le norme proteggeranno gli informatori dal licenziamento, dalla retrocessione di grado e da altre forme di ritorsione. Imporranno inoltre alle autorità nazionali di informare i cittadini in merito alle procedure di denuncia delle irregolarità e ai meccanismi di protezione disponibili. Gli informatori saranno protetti anche nei procedimenti giudiziari.

Attualmente, solo dieci paesi dell’UE (Francia, Ungheria, Irlanda, Italia, Lituania, Malta, Paesi Bassi, Slovacchia, Svezia e Regno Unito) dispongono di una legge completa che tutela gli informatori.

Věra Jourová, Commissaria responsabile per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere, ha dichiarato:

“Le rivelazioni dei casi Dieselgate, Panama Papers e Cambridge Analytica ci hanno fatto comprendere a che punto gli informatori contribuiscano a rivelare attività illecite che nuocciono tanto all’interesse pubblico quanto al nostro benessere generale. Dobbiamo sostenere e proteggere chi coraggiosamente porta alla luce attività illegali. Sono lieta che abbiamo raggiunto un sistema equilibrato, che se da un lato incoraggia i dipendenti a risolvere i problemi nell’ambito della loro organizzazione, dall’altro permette agli informatori di rivolgersi alle autorità pubbliche senza timore di ritorsioni”. 

Prossime tappe

L’accordo provvisorio dovrà ora essere adottato formalmente dal Parlamento europeo e dal Consiglio. 

WhistleB offre un sistema multilingue di segnalazione degli irregolarità, basato sui Regolamenti generali sulla protezione dei dati (GDPR) dell’UE. Il servizio viene fornito in tre pacchetti diversi per soddisfare le esigenze del mercato europeo dei servizi di segnalazioni. “Siamo molto grati di essere coinvolti nel lavoro verso la trasparenza e nella lotta alla corruzione e ad altre irregolarità in tutta l’UE”, afferma Karin Henriksson.

WhistleB pubblicherà prossimamente il suo sondaggio annuale sui clienti per quanto riguarda i whistleblowing organizzativi. Registrati qui se vuoi ricevere una copia e / o partecipare al webinar relativo il 9 aprile 2019, alle 10:00 CET .

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