Promemoria – A breve l’entrata in vigore della Direttiva UE sulla protezione dei whistleblower

Giugno 1, 2021

Dopo aver parlato con un paio di persone questo fine settimana, mi sono resa conto che alcune aziende stanno esaminando solo ora, a 6 mesi dalla sua entrata in vigore, quanto previsto dalla Direttiva UE sulla protezione dei whistleblower. Immagino che non ci sia da sorprendersi, dato che la maggior parte degli Stati membri dell’UE deve ancora pubblicare la versione nazionale della normativa. Tuttavia, poiché i Paesi promulgheranno le loro leggi nazionali sulla protezione degli informatori nei prossimi mesi, ci aspettiamo una corsa da parte dei titolari delle aziende alla disperata ricerca di strumenti di segnalazione conformi, semplici e veloci da implementare. Questo è proprio uno dei requisiti minimi stabiliti a livello europeo: le organizzazioni interessate dovranno mettere a disposizione un canale di segnalazione. 

Quali aziende saranno interessate? Se la tua azienda opera all’interno dell’UE e impiega almeno 250, hai tempo fino al 17 dicembre prima dell’entrata in vigore della Direttiva UE sulla protezione dei whistleblower. Anche le organizzazioni con almeno 50 dipendenti saranno soggette alla nuova legge; tuttavia, avranno ancora due anni di tempo. 

Se non vuoi rimandare il tema della conformità legale all’ultimo minuto, la buona notizia è che puoi già iniziare a prepararti, sebbene le varie leggi nazionali non siano ancora molto chiare. Inizia esaminando i sette requisiti minimi (vedi sotto) e identificando le soluzioni che possono aiutarti a soddisfarli: 

  1. Creare un canale sicuro per ricevere le segnalazioni da parte degli informatori.
  2. Confermare al segnalante anonimo la ricezione della segnalazione entro sette giorni.
  3. Nominare una persona imparziale o uno specifico reparto che dia seguito alla segnalazione.
  4. Tenere traccia di tutte le segnalazioni ricevute, in conformità con i requisiti in materia di confidenzialità.
  5. Garantire un seguito adeguato della segnalazione da parte della persona o del reparto nominato.
  6. Fornire un riscontro al segnalante circa il seguito dato alla segnalazione entro tre mesi.
  7. Trattare tutti i dati personali nel rispetto del Regolamento GDPR.

In un articolo dello scorso aprile, abbiamo visto come la soluzione WhistleB aiuta le organizzazioni a rispettare questi requisiti. 

Inoltre, la Direttiva UE sulla protezione dei whistleblower prevede un’ampia gamma di persone che possono segnalare condotte illecite ricevendo al contempo la protezione legale necessaria. La cosa importante è che la Direttiva non include solo i dipendenti. Pertanto, potrebbe essere necessario identificare una soluzione che consenta la segnalazione anche da parte di altri soggetti.

Ovviamente, c’è tanto altro da sapere sulla Direttiva. Ma poiché questo è un semplice promemoria, visita il Centro risorse dedicato di WhistleB per ricevere informazioni dettagliate. Da quando la Direttiva UR sulla protezione dei whistleblower è stata approvata 18 mesi fa, abbiamo anche condiviso aggiornamenti con articoli, presentazioni e webinar. La maggior parte sono disponibili sul nostro sito Web.

Siamo sempre pronti a rispondere alle tue domande. Contattaci quando vuoi. 

Karin Henriksson, co-fondatrice e Senior Advisor, WhistleB 
karin.henriksson@whistleb.com
+46 70 444 32 16 

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