Due mesi al via: le nuove norme sulle segnalazioni non sono pienamente comprese

Ottobre 14, 2021

A soli due mesi circa dall’entrata in vigore in tutta Europa delle nuove norme sul whistleblowing (ovvero la segnalazione di reati o irregolarità in ambito lavorativo), una nuova ricerca mostra che molte organizzazioni continuano a non comprenderne appieno il significato. NAVEX Global, la capogruppo di WhistleB, ha intervistato 2.250 persone in nove Paesi membri dell’UE per valutare il livello di consapevolezza e preparazione in merito alla nuova direttiva UE sulla protezione dei whistleblower. 

Il sondaggio tra i dirigenti d’azienda mostra che una significativa minoranza, pari al 16% degli intervistati, non ha mai sentito parlare della direttiva. Anche tra l’83% che ha riferito di esserne a conoscenza, tuttavia, solo il 46% afferma di averla compresa appieno. 

Questi risultati potrebbero essere dovuti principalmente a due fattori.

“Negli ultimi 18 mesi gli ordini del giorno delle organizzazioni sono stati dominati da come sopravvivere alla pandemia di COVID-19. Pertanto, è possibile che non sia stata data la massima priorità alle questioni di compliance a lungo termine. Anche i governi sono stati pressoché nella stessa barca, tanto che in alcuni Paesi anche la legislazione nazionale di recepimento della direttiva è in ritardo. Con tutta probabilità, dunque, la questione non ha ottenuto molta risonanza sui media e sugli altri canali di comunicazione”, afferma Karin Henriksson, co-fondatrice di WhistleB. 

Come concorda anche il 42% delle organizzazioni, la mancanza di consapevolezza rappresenta una seria barriera quando si tratta di compliance. Inoltre, senza le norme di recepimento locali definitive, molte organizzazioni potrebbero sentirsi incapaci di completare i preparativi per conformarsi. 

“Temo che le aziende che aspettano rischino di finire in una situazione simile a quella che si verificò con l’entrata in vigore del GDPR: tutti a correre all’ultimo minuto. Va detto però che la direttiva UE fornisce già fin da oggi un livello minimo di obblighi da rispettare. Pertanto, i responsabili aziendali non si devono sentire paralizzati fino all’entrata in vigore delle leggi locali”, soggiunge Karin Henriksson.

Questa è indubbiamente una buona notizia per chiunque brancoli ancora nel buio rispetto alle nuove norme sul whistleblowing, ma desideri evitare di fare le corse dell’ultima ora per adempiere agli obblighi previsti. Consigliamo alle aziende di rivedere i sette requisiti minimi (riportati sotto) e di identificare le soluzioni che possono aiutarle a rispettarli. 

  1. Creare un canale sicuro per ricevere le segnalazioni da parte degli informatori.
  2. Confermare all’informatore la ricezione della segnalazione entro sette giorni.
  3. Nominare una persona imparziale o uno specifico reparto che dia seguito alla segnalazione.
  4. Tenere traccia di tutte le segnalazioni ricevute, in conformità ai requisiti in materia di confidenzialità.
  5. Garantire un seguito adeguato alla segnalazione da parte della persona o del reparto incaricato.
  6. Fornire entro tre mesi un riscontro al segnalante circa il seguito dato alla segnalazione.
  7. Trattare tutti i dati personali nel rispetto del Regolamento GDPR.

Un executive summary dei risultati della nuova ricerca di Navex Global è disponibile qui: EU Directive Survey.  Il rapporto completo contenente dati e approfondimenti sarà disponibile nel corso del mese di ottobre.

WhistleB è una piattaforma tecnica di whistleblowing sicura e conforme al GDPR, che aiuta le organizzazioni a gestire i casi di segnalazioni e a rispettare i requisiti delle nuove normative sulle segnalazioni in tutta Europa. 

Contattaci per maggiori informazioni.

Karin Henriksson, co-fondatrice e Senior Advisor, WhistleB 
karin.henriksson@navexglobal.com
+46 70 444 32 16

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